Ma sì, è Natale, siamo tutti più buoni, se perfino Annie Lennox incide un disco di canti natalizi perché il caustico e imprevedibile Bent Hamer (regista norvegese di Kitchen Stories) non dovrebbe concedersi un po' di zucchero filato? Detto fatto: ecco un mosaico di piccole storie bizzarre ma in fondo edificanti che si dipanano e talvolta si intrecciano in una piccola città norvegese nella notte di Natale. La più "nera" vede un ex-marito umiliato e offeso travestirsi da Babbo Natale per riabbracciare i figli (e già che si trova assestare una bella badilata in testa al rivale, a ognuno il suo regalo). Nella più "rosa" un professionista stressato da una vita vuota si spoglia di un bene prezioso per farne dono ai due esuli dal Kosovo che hanno appena avuto un figlio (lo sappiamo, i re magi erano tre, ma non esageriamo). Ci sono anche amanti di lungo corso, bambini innamorati, barboni che nascondono un segreto, dialoghi interreligiosi, eccetera. A legare il tutto c'è il tema degli amori frustrati, dei sentimenti repressi, del tradimento di sé prima che degli altri... Le emozioni si accendono e si spengono come le candeline sull'albero. |
Fabio Ferzetti - Il Messaggero |
Sì, potremmo definirlo l'anti-cinepanettone, il film di Natale alternativo (visto che viene dalla Norvegia, vi piace cine-salmone?). No, non è un thriller: chi si è scocciato della moda dei giallisti scandinavi entri in sala tranquillamente. È il nuovo film di Bent Hamer, che qualche anno fa si segnalò con il piacevolissimo Kitchen Stories, film molto istruttivo per chiunque voglia saperne di più sull'identità norvegese e sulle secolari diatribe con gli svedesi. Qui, pur nella brevità di un film esemplarmente asciutto (85 minuti di durata), Hamer punta a un bersaglio grosso: incrocia varie storie, in stile Crash o America oggi o Magnolia, per raccontare un Natale molto particolare. Vari personaggi, tutti più o meno dolenti o sfigati (non è un thriller ma non è nemmeno una commedia, sappiatelo), si preparano al 25 dicembre affrontando le sfortune della propria vita, o gli eventi casuali che li conceranno per le feste. Ne esce una Norvegia cupa, innevata e multietnica, dove giungono nemmeno tanto attenuati gli echi di conflitti lontani. Come dire: benvenuti in Europa, cari norvegesi… |
Alberto Crespi - L'Unità |
Natale
in Norvegia. Tanta neve, tante piccole storie che si alternano e si
costeggiano l'una con l'altra, all'insegna, quasi sempre, della
solitudine, lasciando spazi avari alla speranza anche se la morte di uno è
compensata dalla nascita di un altro che provoca a sua volta, in altri
ancora, la rinascita di sentimenti dimenticati. Lo spunto sono sei
racconti di uno scrittore norvegese poco noto qui da noi, Levi Henriksen,
portati sullo schermo da un suo connazionale, Ben Hamer, già invece da
tempo conosciuto e apprezzato per alcuni film di impegno, anche quelli,
spesso, in cifre di solitudine, come
Kitchen Stories e
Il mondo di Horten. |
Gianluigi Rondi - Il Tempo |
promo |
Le storie intrecciate di alcune persone di una piccola città: un uomo che si maschera da Babbo Natale pur di riuscire a rivedere la ex moglie e i figli senza essere riconosciuto; una donna convinta che dopo il Natale finalmente l'uomo che ama, sposato, lascerà la moglie per unirsi a lei; uno studente pronto a fingere che la sua famiglia non dia importanza al Natale pur di stare con la ragazza, di religione musulmana; un campione di calcio del passato, ormai alcolizzato, che desidera tornare a casa per le vacanze; una coppia serboalbanese, dal passato misterioso, chiusa in un villino isolato... Il film, pur non essendo espressamente un film “natalizio”, compone un mosaico esistenziale nel quale s’intrecciamo vicende semicomiche, drammatiche, erotiche; unite tutte dal comune filo rosso di un’umanità, confusa tra sentimenti repressi e tradimenti esistenziali, che tenta in ogni modo di non perdere ciò che resta della propria dignità. Hamer ce la racconta, con modi asciutti privilegiando quasi sempre l'alluso se non addirittura il non detto e affidandosi ad una narrazione sempre spedita e fluida nel rapido trascorrere da un episodio all'altro. Le emozioni si accendono e si spengono come le candeline sull'albero. |
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TORRESINO
- dicembre 2010 |
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