In
Solo
un bacio per favore,
a Nantes, una donna e un uomo s'incontrano per caso; passano la serata
insieme e vivono un breve, casto idillio. Alla richiesta di un bacio, lei
risponde raccontando (in flashback) la storia di un'altra donna e di un
altro uomo, cui un solo bacio fu fatale. |
Roberto Nepoti - La Repubblica |
Troppo forte Emmanuel Mouret. È come Austin Powers. Scongelato dagli anni '60. Eccolo lì con la sua sciarpetta ben infilata nel cappottino realizzare per le strade di Parigi i suoi raccontini morali come fosse un nuovo Rohmer. Questo cineasta gentile e mostruosamente anacronistico scrive, dirige e interpreta dei film in cui i personaggi sono giovani ma non dicono parolacce, ascoltano Schubert, non alzano mai la voce, leggono libri e non vedono la tv, chiacchierano e non "chattano", bevono vino e si innamorano come ai vecchi tempi. Il massimo della passione per Mouret? Un bacio. Questo sì che è cinema punk. Proprio da un bacio delicato misteriosamente negato comincia l'ultima delizia del regista-attore figlio di Allen (e dire che il buon Woody pensa di non aver influenzato nessuno) e ovviamente Rohmer. Il titolo è Un Baiser, s'il Vous Plait! e la storia è il racconto di una tragicomica storia d'amore. Quando Emilie nega una bacio extraconiugale a Gabriel dopo una giornata da colpo di fulmine, la donna spiega all'uomo che alla base del suo gesto non c'è puritanesimo bensì la giusta preoccupazione figlia di un emblematico racconto morale con protagonisti due conoscenti. Nicolas e Judith erano amici prima che lui, dopo una richiesta insolita, avesse cambiato le carte in tavola. Da quella leggerezza sarebbero nati divorzi, sofferenze e un futuro incerto. Anche se solo fino al prossimo amore. Regia invisibile, mai una volgarità, soave Schubert in colonna sonora, attori ispirati e inusuale saggezza da vecchio maestro per un autore nemmeno quarantenne. Insolito e bravo Stefano Accorsi in un piccolo ruolo di pacata sofferenza. L'anno scorso è stato distribuito da noi il terzo lungo di Mouret Cambio di indirizzo. Ora godimoci questo. |
Francesco Alò - Il Messaggero |
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Emilie e Gabriel si incontrano per caso e si piacciono. Subito. Molto. Cenano insieme e proseguono, morigerati, la serata in camera di Emilie, in viaggio per lavoro. Gabriel vorrebbe congedarsi con un bacio che Emilie gli nega. Perché? Perché un bacio può scatenare reazioni a catena e conseguenze imprevedibili. L'"operetta morale" e sentimentale di Mouret non perde mai interesse per quel bacio sospeso e rimandato: tra la pochade e la riflessione rohmeriana una tragicomica storia sentimentale, sotto l'apparente semplicità un film che interroga con sapienza i misteri dell'amore. |
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TORRESINO - maggio/giugno 2008 |
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