Venezia 66° - Controcampo italiano
Luciana ha 15 anni ed è comunista da quando era bambina. E' stato suo fratello maggiore Arturo, fissato con l'Unione Sovietica e la conquista dello spazio, a trasmetterle la passione per la politica. Ed è nella sezione locale della FIGC che Luciana fa tutte le esperienze fondamentali nella vita. Tuttavia lei è troppo impulsiva e spregiudicata, anche per i suoi compagni di partito e si troverà a scontrarsi con il sessismo e i pregiudizi degli altri. Suo fratello Arturo, un tempo sempre presente, non le potrà essere accanto, ma Luciana troverà lo stesso la forza dentro di sé - e nell'ammirazione per la prima donna cosmonauta, Valentina Tereshkova - per andare avanti... |
Non è la preistoria, ma la fine degli '50 e gli inizi dei '60. La cagnetta Laika è appena stata sparata nello spazio dai sovietici e Luciana è una bimba di nove anni che scappa dalla cerimonia della comunione perché, come urla lei, "è una comunista". Poi la piccola crescerà e si accorgerà, a sue spese, che non è proprio tutto rose e fiori. Una favola delicata ed ironica, per raccontare, con un tocco di originalità, un'epoca finita e dimenticata. Il tutto condito con le sonorità delle cover delle canzoni anni Sessanta curate da Max Casacci dei Subsonica. Estroso il corto animato che introduce il film. |
Luciana Vecchioli - L'Altro |
Nel
vintage comunista che si è respirato alla 66° Mostra del cinema di Venezia
stava a pennello anche l'esordio di Susanna Nicchiarelli, educazione
sentimental-politica in sezione (del Pci), ragazzini impacciati e mai alla
moda, brevi scosse di follia e disagio, niente di che far male, ma neppure
un rimpianto. Dopo la nostalgia riformista di Giuseppe Tornatore e
l'ironia sulla sinistra fallimentare by Citto Maselli, qui è l'icona delta
vecchia Urss a farla da padrone, con l'eroina dei lavoratori, la cagnetta
Laika, mito dei due fratelli Arturo e Luciana. Lui goffo ed epilettico,
lei tonda e malpettinata, ma ben determinata a non fare la prima comunione
perché «sono comunista». |
Piera Detassis - Panorama |
Esordio di una 34enne con humour fanciullesco e dottorato in filosofia alla Normale di Pisa, applaudito con calore anche dalla severa sala stampa, Cosmonauta di Susanna Nicchiarelli è il primo caso della Mostra. Rinforzato da un corto a passo uno (figurine di plastilina tipo Wallace & Gromit) che è una pura delizia [...] il film sorprende per lo humour, la libertà di tono, la leggerezza perfino eccessiva con cui fa del PCI epico anni 50-60 la tela di fondo per l'educazione sentimentale di una piccola ribelle del Trullo. Nella prima scena la vediamo togliersi l'abito della comunione e scappare dalla chiesa (la madre, Claudia Pandolfi: "Perché mi fai questo? - Perché sono comunista!"). Poi Luciana cresce, sempre venerando la memoria del babbo militante, la mamma si risposa con un uomo di destra (Sergio Rubini), il fratello "ciccione" e fanatico di Gagarin si scopre epilettico, i compagni della sezione le rubano le idee ma a pomiciare portano borghesucce più sveglie. Il tutto sorretto da immagini di repertorio della dimenticata epopea spaziale sovietica che si fa metafora di purezza e illusioni giovanili. Anche se fra cover di canzoni d'epoca firmate Subsonica e assalti alla sede dei "traditori" del Psi per sfogare privati rancori, la Nicchiarelli qua e là bamboleggia un po' troppo per dare vera profondità alla sua Luciana (l'intonatissima Miriana Raschillà) e ai suoi problemi di 'reputazione', che invece personali non erano affatto. |
Fabio Ferzetti - Il Messaggero |
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LUX
- settembre 2009 |
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