Non
c'è dubbio che La
Bella e la Bestia
costituisca l'evento cinematografico di questo periodo natalizio. Si
sa che nel cinema è il volume d'incassi quello che fa testo,
ma per l'ultima produzione di casa Disney la ricchezza delle immagini
non è da meno di quella che sta crescendo, di proiezione in proiezione,
nei botteghini di tutto il mondo. Cos'ha di straordinario The Beauty
and the Beast? Ha
la solidità letteraria di una fiaba umanistica come quella scritta
nel ??? da Madame Leprince de Beaumont (ci consentite di darne per scontata
la trama?) e la finezza della citazione filmica (il ricordo di La
Belle et la Bete di Jean Cocteau -
1946 - è stato un punto di riferimento ben preciso) ha una fantasmagoria
figurativa a cui da tempo i cartoni animati ci avevano disabituato e
la concretizzazione di quell'atmosfera da musical che da sempre vibrava
tra gli squarci musicali delle "canzoncine" disneyane: in
un vero tripudio di immagini e suoni La bella e la bestia ritrova
l'intimità romantica che le è propria rivitalizzando lo
stile languido della Sirenetta con le caricature un po' pazze
di Alice nel paese delle meraviglie e lasciandosi "cullare"
dal perfetto amalgama di musica e parole a cui solo in parte la traduzione
italiana rende merito.
Non per niente alla colonna sonora ed alla canzone guida sono andati
ben due oscar,
ma va detto che La Bella e la Bestia era entrata in lizza nelle
nomination anche come miglior film, caso unico nella storia dei cartoni
animati, proprio perchè la sua compiutezza artistica ne fa un
prodotto davvero per tutte le età, simpaticamente coinvolgente
per l'animo favolistico dei ragazzi e di un fascino "complice"
(tra l'ambiguità delle apparenze e la passionalità della
dedizione amorosa) per un pubblico adulto, ancora sensibile alla seduzione
di una coreografia sentimentale, alla magia senza tempo del cinema.
|