Tomoo viene infettato e diviene un mutante: il suo corpo si trasforma in un ammasso di ferro e metallo e compie orrendi delitti e mutilazioni con il progredire della malattia. Un giorno Tomoo si imbatte nel mutante che l’ha infettato ed ingaggia una lotta atroce. I due corpi si fondono fino a diventare una massa compatta di ferro e acciaio simile a un carro armato. Il nuovo cyber androide può partire alla conquista del mondo… Inquadrature velocissime ed effetti speciali originali e deliranti: lo straordinario esordio di Tsukamoto.
Giappone 1989 (71′)


Tetsuo racconta la storia di un uomo comune che, dopo un incidente stradale con un misterioso “feticista del metallo”, inizia una progressiva e inarrestabile trasformazione in una creatura ibrida, fusa con la tecnologia in un incubo biomeccanico. Girato in un bianco e nero granuloso e con un montaggio frenetico, il film trasporta lo spettatore in un vortice di ossessioni industriali, alienazione e violenza, attingendo a suggestioni provenienti dall’estetica punk e dall’immaginario delle body horror. L’importanza storica di Tetsuo risiede nella sua capacità di anticipare temi e atmosfere che avrebbero influenzato il cinema successivo, dalle opere di David Cronenberg alla fantascienza contemporanea. Con un budget ridottissimo e uno stile sperimentale, Tsukamoto ha dato vita a un’opera che ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura pop, ispirando artisti, registi e persino il mondo del videogioco e dell’animazione giapponese.
Sara Furlan – taxidrivers.it
Tetsuo, delirante scoria sci-fi in odore di paranoia, attinge a piene mani tanto dall’universo del videoclip quanto da quello dei videogiochi, ma ne nega in continuazione l’essenza primigenia: i “responsabili” della crisi del cinema che attanagliò l’industria giapponese dagli anni Settanta in poi, televisione e videogame, utilizzati a uso e consumo di un cinema d’avanguardia, che non nega la narrazione ma la gestisce come atto di continua trasformazione dei corpi in scena. La putrefazione come unico sintomo di un’umanità oramai sconfitta, imbarbarita, persa in una megalopoli che non può più accettare l’umano in quanto tale, ma deve deformarlo, relegarlo a meccanismo, robotizzarlo. Così ancora una volta quel Game Over che chiude il film appare il punto di (ri)partenza, come se ogni volta si dovesse cominciare tutto da capo, quasi che nella revisione Tetsuo potesse assumere una forma altra, diversa di volta in volta. Cinema in metamorfosi inarrestabile, palingenesi continua e dolorosa, straziante come tutte le mutazioni, e che come tale non può aver “fine”, non può accomiatarsi una volta per tutte, non ha il diritto di concludersi in maniera reale.
Raffaele Meale – quinlan.it
Raramente un’opera d’esordio ha avuto un valore significativo ed epocale come Tetsuo di Shin’ya Tsukamoto. A memoria è facile citare Erasehead di David Lynch, pellicola con la quale condivide anche la medesima e totalmente immersiva esperienza audiovisiva dove regia, montaggio e musica sono legati in una assoluta complementarità. Ritagliatosi a forza un posto d’onore nell’ immaginario cyberpunk, Tetsuo trova al centro delle sue tematiche un richiamo forte al cinema di David Cronenberg che Tsukamoto non ha certo provato a smentire: il corpo, le sue mutazioni e trasformazioni (la contaminazione carne-metallo, in primis), il liberarsi delle vecchie spoglie per rinascere (anche sessualmente) in qualcosa di nuovo e differente. Una pellicola presto diventata di culto, certamente la più celebre tra quelle firmate dal cineasta giapponese nella prima parte della sua carriera, simbolo della sua poetica dove, oltre alla trasformazione della materia organica in inorganica, compare anche un’altra delle sue future ossessioni: la figura del demiurgo che manovra gli uomini come burattini. Un montaggio frenetico (potremmo dire meccanico), una colonna sonora industrial che stride come unghie sul ferro e un bianco e nero fortemente contrastato contribuiscono al fascino senza tempo di un’opera che assume l’aspetto di un manifesto. Tsukamoto tuttofare è sceneggiatore, regista, interprete, montatore, scenografo, direttore della fotografia e curatore degli effetti speciali.
longtake.it